Lectio Divina - La passione di Mosè

Ciclo di incontri di Lectio Divina nelle settimane di quaresima: IV settimana di Quaresima.

25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Lc 24,25-27

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Lectio Divina - Il passaggio del Mar Rosso

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Quattro possibili atteggiamenti di fronte al pericolo degli egiziani:

  1. “Ecco, Mosé, dove ci hai portato! Ti abbiamo creduto, pensavamo che Dio ti avesse parlato; invece siamo qui a morire come topi: o ci gettiamo in mare e moriamo annegati, o ci lasciamo uccidere del faraone. Ecco dove siamo: è la fine per Israele!”.
  2. “Credevamo che tu, Mosé, fossi cambiato; ti conoscevamo imprudente e cocciuto, ma credevamo che il deserto ti avesse giovato. Invece sei rimasto proprio uguale a quello che eri e ci hai fatto di nuovo precipitare nel disastro”.

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Lectio Divina - Mosè, il faraone e noi

Chi è il faraone in noi?

Anzitutto è un gran gentiluomo, un uomo intelligente, un uomo perspicace, abile, anche democratico se vogliamo: insomma, un uomo attraente.

“Lascia partire il mio popolo perché i celebri una festa nel deserto” così disse Mosè al faraone. Il faraone rispose: “chi è il Signore, perché io debba ascoltare la sua voce per lasciare partire Israele?” (Es 5,2).

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Lectio Divina - Gli anni della vita di Mosè e il roveto ardente

Identifichiamo tre periodi della vita di Mosè:

  1. nei primi 40 anni Mosè è alla scuola del Faraone,
  2. nel secondo periodo di 40 anni, Mosè decide di visitare i suoi fratelli e fugge nel deserto,
  3. nel terzo periodo di 40 anni, fino alla conclusione della sua vita, Mosè incontra Dio nel roveto ardente e libera il popolo d’Israele conducendolo nel deserto.

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Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza

Nell’augurare a tutti voi un buon inizio di cammino quaresimale ripubblichiamo il documento della Conferenza Episcopale Italiana «Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza», contenente una ricca riflessione e le disposizioni in materia di digiuno e astinenza. Un invito a riscoprire il “senso cristiano” di queste pratiche e le modalità che la Chiesa ci indica.

«Il digiuno e l’astinenza — insieme alla preghiera, all’elemosina e alle altre opere di carità — appartengono, da sempre, alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: rispondono, infatti, al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dell’aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre. Ma perché il digiuno e l’astinenza rientrino nel vero significato della prassi penitenziale della Chiesa devono avere un’anima autenticamente religiosa, anzi cristiana. Ci preme pertanto riproporre il significato del digiuno e dell’astinenza secondo l’esempio e l’insegnamento di Gesù e secondo l’esperienza spirituale della comunità cristiana. Occorre, per questo, riscoprirne l’identità originaria e lo spirito autentico alla luce della parola di Dio e della viva tradizione della Chiesa.

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III Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

Dopo l’arresto di Giovanni, Gesù sembra continuare l’annuncio che caratterizzava il Battista: quello dalla conversione. Giovanni in tutta la sua attività pubblica non ha fatto altro che annunciare e amministrare un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Gesù sembra continuare il ministero del Battista, ma si distanzia quando afferma che il Regno dei Cieli è vicino. Un messaggio oserei dire provocatorio e scandaloso perché appare chiaramente la contraddizione di un Dio che dice di essere vicino ma che lascia il battista in prigione. Come fa Dio a pretendere di essere vicino quando non è in grado di rendere ragione alla giustizia, quando non è in grado di liberare i suoi amici che l’hanno fedelmente servito?

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